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La Vignetta di Covino
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 6 visitatori online
Mag
08
2012
Scritto da coni Ultimo aggiornamento (08 Maggio 2012)
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maggi

Ieri a Milano la Federazione Italiana Pallacanestro ha consegnato, nel corso di un'apposita cerimonia, i premi Hall of Fame 2011. Tra gli insigniti del prestigioso riconoscimento l'apposita Commissione degli onori, presieduta da Sandro Gamba, ha inserito Giovanni Maggiò, l'uomo che ha portato la pallacanestro casertana ai vertici del basket nazionale e continentale. Nella motivazione del premio alla memoria si legge: "Presidente della Juvecaserta. Nel 1971 rileva la società, che viene subito promossa dalla C alla B (21 vittorie su 22 partite) e poi nel 1975 in serie A. Sotto la sua gestione, la Juvecaserta disputa due finali Scudetto (1986 e 1987), una finale di Coppa Italia (1984), una finale di Coppa Korac (1986). La Juvecaserta avrebbe poi vinto lo scudetto nel 1991. Nel 1982 costruì, in soli 100 giorni, a Castel Morrone, alle porte di Caserta, il PalaMaggiò, impianto sportivo capace di ospitare oltre 7.000 spettatori e ritenuto, ancora oggi, tra i più funzionali palazzetti d’Europa".

JC News - Ultime da Pezza delle Noci
Mag
07
2012
Scritto da Eugenio Simioli Ultimo aggiornamento (07 Maggio 2012)
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gr

Raramente è accaduto nello sport che una disfatta, per di più casalinga, venisse salutata come un vero e proprio trionfo.
La sconfitta con Sassari è stata infatti (quasi) gioiosa con cori, sciarpate, festosa invasione al 40° e "clacsonata" sulla via del ritorno; un giusto corollario a questa incredibile stagione in cui la JC è stata, a tratti, davvero eccezionale.
Il punteggio finale con Sassari, quarta forza del torneo, non ammette repliche, per cui -a maggior ragione- i cori dell'Inferno ed il tributo del PalaMaggiò ai propri beniamini resteranno nella mente e nel cuore di tutti i supporters bianconeri.

Alla conclusione della regular season dovremmo forse scrivere della sesta leadership consecutiva di Siena (ma voglio proprio vedere cosa accadrà se, come pare, la Fondazione MPS sarà costretta a chiudere i munifici rubinetti); di Milano che ha beffato Cantù sul filo di lana, o dello splendido quarto posto della Sassari di Meo Sacchetti che è risucita nell'impresa di migliorare il miracoloso sesto posto dello scorso anno.

Mag
04
2012
Scritto da Giuseppe Bernardo Ultimo aggiornamento (04 Maggio 2012)
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ss

 Ultimo appuntamento, almeno qui a Caserta, con il campionato italiano di Serie A. Domenica la Juve ospita al Palamaggiò una delle squadre più in forma e temibili del campionato, il Banco Sardegna Sassari di coach Meo Sacchetti, che al suo secondo anno consecutivo in Serie A si appresta a giocare di nuovo i playoff, confermando quanto di buono fatto nella passata stagione. Sassari, da quest’anno di nuovo accompagnata dallo storico sponsor del Banco di Sardegna, è in lotta per il quarto posto finale, che nella griglia playoff significherebbe avere il vantaggio del campo. Quarto posto che i cugini Diener e compagni proveranno a conquistare con le unghie e con i denti al Palamaggiò, contro una Juve che ha perso la seconda gara consecutiva e che proverà, per l’orgoglio, ad evitare il penultimo posto in classifica. La Dinamo non ha apportato modifiche al proprio roster rispetto alla partita di andata, che vide i biancoblù trionfare al PalaSerradimigni col punteggio di 74-56, in una delle peggiori partite giocate dalla Juve quest’anno. Si salvarono solo Andre Smith, con 28 punti e 10 rimbalzi, e capitan Doornekamp, con 11 e 7. Come detto, Sassari si appresta quindi ad affrontare la post season per il secondo anno consecutivo, nonostante un roster che ha visto partire James White, il miglior marcatore dello scorso campionato; e nonostante un po’ di sfortuna nella scelta dei giocatori nel settore lunghi, visti i cambi di pivot che hanno portato da Keith Benson a Steven Hunter, per poi arrivare a Tony Easley.

Rubriche - Conosciamoli meglio
Apr
05
2012
Scritto da Domenico Landolfo
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falco_gufo

Il simbolo di Caserta, riferendoci alla simbologia animale, è il falco, rapace di razza, che svetta e risplende nel cielo. Guardando alle ultime vicende della nostra amata Juvecaserta, credo sinceramente che, un po' le tirate ai piedi, un po' la sfortuna, un po' questo clima bizzarro, si stia trasformando in un placido gufo. Sempre rapace, ma più mansueto e incline a pazientare. E forse la Juve e i suoi tifosi devono rimanere stabili al fedele animale sacro alla dea Minerva, dea della saggezza, della temperanza ma anche delle grandi soddisfazioni derivanti dal grande lavoro.

Mar
24
2012
Scritto da Carlo Carli Ultimo aggiornamento (24 Marzo 2012)
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ross

Per quanto le carte affermino il contrario Rosario Caputo continua a contare ed anche tanto per e nel club bianconero. Ogni passo del generoso ed encomiabile Gervasio è perciò condiviso da quello che potremmo definire come il “presidente ombra” della Juve.
Dalla sua ultima e famosissima apparizione televisiva sono passate alcune settimane e qualcosa per fortuna si è mosso. E’ quindi un Caputo alquanto propositivo quello che abbiamo sentito telefonicamente, un Caputo che per quanto ufficialmente non abbia più cariche nel club, costantemente e quotidianamente s’informa e mastica di Juvecaserta.

Mar
23
2012
Scritto da Pietro Setaro alias Zio Cico Ultimo aggiornamento (23 Marzo 2012)
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futuro

Siamo dentro da un po’. Entrare non è facile, ma qualche buon amico c’è ancora. L’atmosfera è surreale. Non si percepisce un odore in particolare, ma si sente che il luogo ha un qualcosa di speciale. Che forse non senti, che forse non vedi…che forse neanche sanno raccontarti. Ma che avverti. Che senti addosso. Mancavo da un po’. Mea culpa. E non sapevo che sensazioni avrei provato tornandovi.
Quel legno vibra ancora solo a guardarlo…lo stridio della gomma sul parquet è ancora vivo. Ti arriva alle orecchie. E’ un suono vivo a distanza di anni perché chissà quanti piedi famosi hanno calcato quelle lastre di legno.
Ascoltare il silenzio ed il rumore al tempo stesso di quel luogo è qualcosa di stupendamente bello.
Sembra di averli tutti davanti agli occhi…i settemila, gli ottomila o più. Adulti e ragazzi, donne e bambini. Abituali ed “occasionali”. Gente ricca e gente comune. Ma uniti da quella splendida unica passione.

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